ABSTRACT
Il sistema endocannabinoide rappresenta uno dei principali sistemi endogeni di modulazione del dolore. Nel dolore cronico non oncologico, caratterizzato da sensibilizzazione centrale, neuroinfiammazione persistente e plasticità sinaptica maladattativa, la regolazione endocannabinoide appare alterata. I recettori CB1 e CB2, gli endocannabinoidi anandamide e 2-arachidonoilglicerolo e gli enzimi di sintesi e degradazione costituiscono un network neurobiologico in grado di modulare la trasmissione nocicettiva a livello periferico, spinale e sovraspinale. Questo articolo analizza il ruolo fisiologico e patologico del sistema endocannabinoide nel dolore cronico e fornisce il razionale biologico per l’impiego della terapia cannabinoide.
INTRODUZIONE
Il dolore cronico non oncologico è una condizione complessa in cui il segnale nocicettivo persiste oltre il tempo necessario alla guarigione tissutale.
La cronicizzazione comporta alterazioni funzionali e strutturali del sistema nervoso centrale, con ipereccitabilità neuronale e riduzione dei meccanismi inibitori discendenti.
Il sistema endocannabinoide svolge un ruolo chiave nella regolazione fisiologica di tali meccanismi.
COMPONENTI DEL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE
Il sistema endocannabinoide è composto da recettori cannabinoidi, ligandi endogeni e enzimi di sintesi e degradazione.
I principali recettori sono CB1 e CB2.
Il recettore CB1 è altamente espresso nel sistema nervoso centrale, in particolare nelle aree coinvolte nella modulazione del dolore come corteccia, talamo, amigdala e corna dorsali del midollo spinale.
Il recettore CB2 è prevalentemente espresso nelle cellule immunitarie e nella microglia, con aumento dell’espressione in condizioni infiammatorie.
Gli endocannabinoidi principali sono anandamide e 2-arachidonoilglicerolo.
MODULAZIONE PERIFERICA DEL DOLORE
A livello periferico, l’attivazione dei recettori cannabinoidi riduce la sensibilizzazione delle fibre nocicettive primarie.
Questo effetto contribuisce a limitare la trasmissione del segnale doloroso verso il midollo spinale.
Nel dolore cronico infiammatorio o degenerativo, la modulazione periferica rappresenta un primo livello di controllo.
MODULAZIONE SPINALE
Nelle corna dorsali del midollo spinale, l’attivazione del CB1 riduce il rilascio presinaptico di glutammato e sostanza P, neurotrasmettitori coinvolti nella trasmissione nocicettiva.
Questo meccanismo contribuisce a diminuire l’amplificazione sinaptica che caratterizza la sensibilizzazione centrale.
Il CB2, attraverso la modulazione della microglia, attenua la componente neuroinfiammatoria associata alla cronicizzazione del dolore.
MODULAZIONE SOVRASPINALE
A livello sovraspinale, il sistema endocannabinoide regola l’elaborazione emotiva e cognitiva del dolore.
Le aree limbiche e corticali coinvolte nella percezione soggettiva del dolore presentano alta densità di recettori CB1.
La modulazione endocannabinoide influenza quindi non solo l’intensità del dolore, ma anche la sua componente affettiva.
DISFUNZIONE ENDOCANNABINOIDE
Nel dolore cronico non oncologico sono state descritte alterazioni dei livelli di endocannabinoidi e della densità recettoriale.
Una riduzione dell’attività endocannabinoide può contribuire alla perdita del controllo inibitorio fisiologico sul dolore.
Questa ipotesi, talvolta definita come carenza clinica endocannabinoide, rappresenta un possibile razionale per l’impiego terapeutico dei fitocannabinoidi.
RAZIONALE PER LA TERAPIA CANNABINOIDE
Il tetraidrocannabinolo agisce principalmente come agonista parziale del recettore CB1, ripristinando la modulazione inibitoria centrale.
Il cannabidiolo interagisce con il sistema endocannabinoide in modo indiretto, modulando enzimi e recettori non cannabinoidi coinvolti nella neuroinfiammazione.
L’integrazione di THC e CBD può quindi intervenire su più livelli della fisiopatologia del dolore cronico.
CONCLUSIONI
Il sistema endocannabinoide rappresenta un regolatore fondamentale della trasmissione nocicettiva e della neuroinfiammazione nel dolore cronico non oncologico.
Le evidenze neurobiologiche forniscono un solido razionale per l’impiego dei cannabinoidi come strategia terapeutica multimodale.
La comprensione dei meccanismi endocannabinoidi costituisce la base per un utilizzo clinico razionale e personalizzato della cannabis terapeutica nel dolore cronico.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
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Finnerup NB, Attal N, Haroutounian S, et al. Pharmacotherapy for neuropathic pain. Lancet Neurology. 2015.
Collegamento con articolo successivo:
Articolo 2 – Disfunzione Endocannabinoide e Cronicizzazione del Dolore
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